CIRCUITO AUTOMOBILISTICO DI CASERTA 
Le prime edizioni del 1928 e 1930.  

 Il 15 aprile 1928, Pietro Brunori, su Maserati 1500 concludeva, dopo una brillantissima corsa condotta alla rispettabile media di km/h 96,702, la prima edizione del Circuito Automobilistico di Caserta tra un tripudio di folla acclamante. Dette il “Via” ai trentasette concorrenti l’Alto Commissario Castelli e una vecchia fotografia ingiallita dal tempo rinnova ancora i palpiti di quella prima gara che vide al volante piloti come Varzi, Campari, Morandi e Pintacuda e tanti altri campioni del tempo. Quella dell’aprile 1928 non fu soltanto una radiosa giornata sportiva, ma un avvenimento che offrì a Caserta nuovi motivi di incontri e spunti di discussione con l’affermazione, nella provincia di Terra di Lavoro, dello sport automobilistico: un atto di fede e coraggio che impresse alla manifestazione un carattere che travalicò il mero aspetto tecnico-sportivo per arrivare a quello turistico. 

Come è possibile ricavare dall’articolo, per la verità dal tono piuttosto enfatico, apparso su “Il Mezzogiorno” del 15 aprile 1928, la manifestazione fu realizzata grazie allo sforzo della appassionata aristocrazia napoletana, al tempo spina dorsale dell’Automobile Club Napoli, da cui dipendeva, in qualità di semplice “recapito”, la Sede di Caserta. 

Si legge, così, del duro lavoro del Principe Fondi e del Barone Federici che curarono la predisposizione del circuito con sbarramenti, segnalazioni e pulizia delle strade dalla polvere, del cav. Marino Di Marzio che prestò la propria opera in qualità di presidente della Commissione Sportiva dell’Automobile Club di Napoli, del Conte Viti, del duca Avati, dell’Avv. Sarnelli e degli Ingegneri Pagliano e Berer che si divisero i vari impegni senza trascurare l’aspetto legato a quelle che oggi definiremmo public relation.

 

L’articolo del Mezzogiorno ci fornisce altre importanti informazioni. Sappiamo, ad esempio, che il cav. Di Marzo e il duca Avati curarono le adesioni alla manifestazione, che vide la presenza del Sindacato Corridori Automobilistici rappresentato dal “valoroso” pilota e tecnico Alfieri Maserati, che giunse di persona a presentare le proprie automobili. E ancora, sappiamo che la punzonatura, avvenuta alla vigilia della corsa, costituì un momento particolarmente significativo: tutte le auto, a motori accesi, stazionavano in fila all’interno del parco della Reggia con, a fianco, i piloti pronti per la corsa, tra i più noti del momento. Quanto al percorso, la gara prendeva le mosse dal vialone che allaccia Caserta a S. Maria Capua Vetere – dove sorgevano le tribune, trattandosi del tratto più suggestivo e veloce del circuito. Immediatamente dopo il rettilineo, seguiva il difficile tratto di “Ercole” superato il quale il circuito tirava dritto fino a S. Maria C.V. Dopo le tre difficili curve a gomito di S. Maria vecchia il circuito trovava il suo secondo rettilineo di S. Angelo in Formis, meno ampio di quello di Caserta ma molto lungo. Proseguendo, si incontrava il tratto più difficile del percorso, con quattro curve strette, due curve a “esse”, un falso piano e, quindi, la stretta salita del Gradilli, dalla quale si scendeva per S. Leucio lungo alcune curve ed un rettilineo per risalire, poi, fino a Caserta Vecchia per ridiscendere al passaggio di Caserta. Il percorso complessivamente misurava 21,500 km e venne percorso per 12 volte per 258 km complessivi.